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ROVERETO LA GUERRA IN UN MUSEO  29 maggio 2004     ( 1 )

 
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Partendo da Trento, facendo la statale 12, la vecchia strada imperiale si arriva a Rovereto in una mezza oretta o poco più. Arrivati al centro cittadino verso le nove e mezzo, prima parcheggio la macchina e poi ci fermiamo a fare una bella colazione in un bar del centro. A piedi ci dirigiamo verso il castello, attualmente sede dell'importante Museo Storico Italiano della Guerra, con ben trenta sale dove è conservata la più interessante raccolta nazionale ( con cimeli di epoche diverse provenienti dai paesi esteri ) di documenti e oggetti relativi alla Prima Guerra Mondiale. Il complesso fu edificato dalla famiglia

Castelbarco nel XIV secolo, e ampliato, con l'aggiunta di torrioni, dai veneziani un secolo più tardi. Poco distante il Municipio, palazzo anch'esso edificato a partire dal XV secolo in cui si può ammirare i resti degli affreschi sulla facciata e nel cortile interno. L'ingresso al castello è di

5 Euro a persona, senza sconti per persone che hanno superato il 60 mo anno di età. Il cammino per arrivare all'ingresso, si svolge, selciato stretto tra le cinte murate a valle, prospicienti su piazza del Podestà e a monte sugli apparati difensivi di varie epoche dominati dal Torrione Malipiero. Fatto il biglietto si incomincia la visita dagli spalti,sul pianerottolo è conservato un frammento di bomba caduta su Rovereto il 24 aprile del 1945 uccidendo nove persone. Sul muro occidentale della loggia è posto, tra varie lapidi, un blasone, in calcare bianco con il leone rampante dei CastelBarco e la date è del 1507. Dall'alto si domina tutta la città di Rovereto ed è

uno spettacolo che ti mozza il fiato. fatte le fotografie di rito passiamo a visitare il Museo della Guerra.Fu inaugurato il 21 ottobre del 1921 dai reali d'Italia ed è l'unica istituzione del genere esistente in Italia. Le raccolte sono distribuite in diverse sale, quattro delle quali sono adibite a mostre temporanee. Subirono gravi danni durante l'occupazione germanica della Seconda Guerra Mondiale. Anni in cui il museo stette chiuso e le collezioni più preziose nascoste nei cunicoli e sotterrati. Ricchissimo è il numero di oggetti conservati come nuovi nelle varie vetrinette e la visita è rilevante per la straordinaria documentazione storica, culturale e anche artistica ( si vedono le sezioni delle armi antiche della sala Riccardo Caproni, della sala Castelli, la collezione di pistole che mostrano il cammino evolutivo di talune armi portatili, compresi esemplari rarissimi, usati nella Guerra di Secessione americana e dai pionieri del West.

Le foto scattate per l'occasione

 

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